Archivi del mese: maggio 2015

Tu da che parte stai?

11032679_825995657479192_7866317799462911569_n

‘Stai dalla parte di chi ruba nei supermercati o di chi li ha costruiti rubando?’. Era la domanda semplicistica ma efficace che poneva De Gregori in una canzone di qualche anno fa. Prima delle elezioni politiche del 2013 i cittadini di questo paese avevano un nemico ben preciso: la casta politica. Era evidente che la protesta contro chi ha governato male questo paese per vent’anni era molto confusa e tendeva a generalizzare in modo anche pericoloso. Ma perlomeno, come accadde già dopo Tangentopoli, sembrava che la crisi economica avesse contribuito a convincere gli italiani che fosse necessario un risveglio morale dopo anni in cui della moralità non era fregato nulla a nessuno. In questo c’è da ammettere che il Movimento 5 Stelle, pur con limiti evidenti, ha svolto un compito importante nello ‘spronare’ la classe politica a un cambiamento, che poi cambiamento non è stato. L’ascesa di Renzi è stata frutto, oltre che delle capacità dell’ex sindaco di Firenze, anche della forza sempre maggiore del movimento fondato da Beppe Grillo. La ‘gente’ stava dalla parte di chi ruba nei supermercati, contro chi li costruisce rubando. Ma è bastato pochissimo perché tutto cambiasse: Renzi è diventato segretario del PD e poi Presidente del Consiglio, Salvini è stato eletto segretario della Lega Nord. La grande fiducia ricevuta da Renzi alle elezioni europee del 2014 ha certificato il fatto che il vento stava di nuovo cambiando, che tutto sommato ai cittadini italiani serviva semplicemente una faccia più giovane e più presentabile di Berlusconi. Chi non era di sinistra si è ritrovato un po’ spaesato, vedendo che il vecchio leader di Forza Italia non aveva più alcuna intenzione di dare battaglia. A questo punto il nuovo leader della destra italiana, Matteo Salvini, ha dato il contributo finale per salvare chi ha fallito nel governare l’Italia: ha trovato un ‘nuovo’ nemico. In realtà questi nemici nuovi non sono ma sono sempre gli stessi da secoli: zingari e immigrati. I talk show, in crisi di ascolti e di contenuti, non ci hanno pensato su due volte e hanno deciso, mascherando questa precisa scelta come una ‘necessità di far comprendere un fenomeno che sta crescendo’, di invitare il leader della Lega a ogni ora del giorno e della notte. Lega che tra l’altro, stando ai risultati delle Europee del 2014 (6%) e fingendo che il giornalismo sia semplicemente comunicazione politica regolata dalla legge sulla par condicio, dovrebbe avere meno spazio di Pd, Movimento 5 Stelle e Forza Italia. Un giornalista di Rete 4 è arrivato addirittura a pagare un rom perché fingesse di ammettere di aver commesso reati e di non fare altro dalla mattina alla sera. Ovviamente nessuno può negare che nelle periferie i problemi legati alla sicurezza e all’ordine pubblico siano anche in parte legati alla presenza dei campi rom o che l’arrivo di troppi profughi potrebbe essere insostenibile per l’Italia, ma qui si sta parlando di un’altra cosa: si parla di razzismo vero e proprio. Se aprendo un libro di storia sul ventennio fascista leggessimo un caso come quello del giornalista di Rete 4 riferito a un ebreo reagiremmo probabilmente tutti in modo molto indignato. Le regionali saranno importanti per valutare quanto questo sia un fenomeno reale o solo televisivo e da social network. E’ però possibile che la ‘gente’ abbia ricominciato a essere contro chi ruba nei supermercati, dimenticandosi di chi li ha costruiti rubando. Ricomincia la guerra tra poveri, la caccia a quello ancora più sfigato. E tu, da che parte stai?

Annunci

1 Commento

Archiviato in Uncategorized